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Lorenzo Roccazzello
CoE Serialization LeadCSV/CSA & Data Integrity Manager
La serializzazione farmaceutica è spesso percepita come un requisito legato esclusivamente al confezionamento.
Per depositari e grossisti farmaceutici, tuttavia, rappresenta un cambiamento molto più ampio, poiché coinvolge ogni fase della gestione del magazzino e della distribuzione. Dalla ricezione della merce allo stoccaggio, dalla spedizione ai resi, fino alla gestione delle eccezioni, la serializzazione si integra lungo l’intero ciclo distributivo. Di conseguenza, incide direttamente su tre dimensioni fondamentali: sicurezza del paziente, integrità del prodotto e continuità della supply chain.
La serializzazione farmaceutica è una realtà normativa in Europa dal 2019. L’Italia, invece, ha seguito un percorso differente a causa della presenza di un sistema nazionale preesistente. Per consentire il passaggio alla serializzazione anche in Italia, il D.Lgs. 10/2025 ha introdotto un periodo di stabilizzazione che terminerà il 9 febbraio 2027, data entro la quale tutti i wholesaler dovranno operare pienamente nel nuovo contesto normativo.
La serializzazione va oltre la “semplice” conformità normativa o il controllo del packaging, coinvolgendo un insieme di sistemi, strumenti e processi operativi; è ormai parte integrante delle operazioni quotidiane e richiede esecuzione coerente e piena tracciabilità in ogni attività.
Questo articolo offre una panoramica del contesto italiano ed evidenzia gli aspetti che gli stakeholder, inclusi depositari e grossisti, devono considerare e implementare già da oggi.
Come anticipato, l’Italia presenta una situazione peculiare: mentre nella maggior parte dell’Unione Europea la serializzazione è obbligatoria dal 2019 in applicazione della Direttiva sui Medicinali Falsificati (FMD), l’Italia ha seguito un percorso di transizione diverso.
Con l’introduzione del D.Lgs. 10/2025, il Paese è entrato in un “periodo di stabilizzazione” che culminerà nel febbraio 2027.
Sebbene la scadenza normativa sia fissata al 2027, la fase operativa è già iniziata:
Un errore comune è considerare la serializzazione come un semplice aggiornamento tecnologico. Il “sistema di serializzazione” è composto da più elementi: sistemi di gestione magazzino (WMS/ERP), dispositivi di scansione distribuiti nelle operazioni e connessione al sistema NMVS.
Il cambiamento riguarda soprattutto i processi operativi: il distributore deve definire i propri processi e descrivere come questi vengono eseguiti e controllati quotidianamente, garantendo operazioni ripetibili, tracciabili e sotto controllo, in linea con i requisiti GDP e normativi.
Raggiungere la piena operatività richiede progressi paralleli su tre dimensioni.
1) La prima è la tecnologia, che include scanner, configurazioni di sistema, connettività e capacità di audit trail. In molte occasioni si sottovaluta come piccoli gap tecnici (ad esempio configurazioni errate degli scanner o instabilità di rete) possano generare rischi operativi significativi. Un elemento particolarmente importante è la modalità di collegamento con il database nazionale (NMVS Italia) che può essere diretta (tramite portale web NMVS) o via API tramite sistema esterno. Per i wholesaler dotati di sistema esterno, prima del collegamento ufficiale deve essere effettuata una certificazione del sistema.
2) La seconda è il disegno dei processi. Ogni flusso operativo, inclusi inbound, decommissioning in uscita, gestione dei resi e degli alert, deve essere definito chiaramente attraverso procedure dedicate (SOP). La complessità maggiore risiede spesso nella capacità di distinguere tra errore tecnico, anomalia dati e potenziale segnale di contraffazione.
3) La terza dimensione è rappresenta da compliance e governance, che includono la convalida dei sistemi, l’allineamento GDP, la definizione di ruoli e responsabilità e la capacità di dimostrare la propria audit readiness. In questo caso criticità possono derivare non dalla mancanza di sistemi, ma da responsabilità poco chiare o da una scarsa integrazione con il sistema qualità. Inoltre, i wholesaler che effettuano attività di officina farmaceutica sul prodotto serializzato devono garantire anche la conformità alle GMP.
Le prime esperienze di implementazione evidenziano criticità ricorrenti.
In molti casi manca una figura responsabile della serializzazione chiaramente identificata a livello locale. In altri, le SOP non sono pienamente allineate alle specificità italiane, compresa la gestione dei codici nazionali nel Data Matrix. I fornitori IT possono non essere ancora pronti per l’integrazione NMVS, oppure i processi di gestione degli alert non sono adeguatamente integrati nel QMS.
Questi gap possono non emergere nelle fasi iniziali di test, ma diventano particolarmente critici in fase di audit.
Una semplice verifica dello stato di readiness consente già di comprendere la complessità del tema. Un wholesaler dovrebbe poter dimostrare che:
Questi rappresentano solo alcuni degli elementi di base e ciascuno richiede ulteriori verifiche, test e allineamenti procedurali.
Una verifica preliminare potrebbe includere domande quali:
È stato nominato un referente della serializzazione a livello locale e sono state definite le rispettive responsabilità di QA, operations e IT?
I processi di serializzazione (ad esempio inbound, decommissioning, resi) sono formalmente documentati e applicati in modo coerente?
I sistemi sono convalidati e supportati da audit trail completi e revisionabili?
Sebbene apparentemente semplici, anche questi aspetti richiedono un coordinamento concreto tra diverse funzioni aziendali.
Un percorso realistico di onboarding e readiness NMVS richiede mediamente cinque-sei mesi, includendo assessment iniziale, progettazione dei processi, configurazione dei sistemi, test e convalida.
Nella pratica, tuttavia, le tempistiche possono allungarsi a causa di fattori esterni quali, ad esempio, la readiness dei fornitori, i vincoli infrastrutturali e i cicli di approvazione interni.
Per questo motivo, iniziare il percorso con sufficiente anticipo consente di mantenere il controllo del progetto ed evitare la compressione delle attività più critiche.
Sebbene la scadenza del 2027 riguardi specificamente l’Italia, il tema è rilevante in tutta Europa.
Molte organizzazioni europee stanno già rivedendo i propri framework di serializzazione per colmare gap legacy, migliorare l’integrazione dei sistemi e rafforzare la governance.
Per l’Italia, l’adeguamento rappresenta quindi non solo un obbligo normativo, ma anche un’opportunità per guidare la transizione a modelli operativi più maturi anche negli altri Paesi Europei.
Il percorso verso la piena conformità è già in corso. Prepararsi oggi significa affrontare questa trasformazione con maggiore controllo, riducendo i rischi operativi e garantendo una transizione più efficace verso il nuovo modello di serializzazione.
Per i wholesaler la serializzazione è ormai una realtà operativa che richiede il coordinamento di sistemi, processi e persone.
La vera sfida non consiste soltanto nel comprendere i requisiti normativi, ma nel tradurli in processi coerenti, controllati e pienamente verificabili.
In PQE Group supportiamo questa transizione, focalizzandoci sugli aspetti che generano maggiore complessità:
Il nostro obiettivo è accompagnare le organizzazioni e le aziende in un percorso chiaro e sostenibile, dalla fase di assessment fino alla piena operatività, garantendo un modello solido, conforme e pronto ad affrontare le future ispezioni.
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